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Premio per la migliore pubblicazione sulla Sindrome di Mowat Wilson

Al fine di valorizzare la ricerca sulla Sindrome di Mowat-Wilson, l’Associazione Italiana Sindrome di Mowat-Wilson Onlus ha istituito un premio per giovani laureati in Medicina e Chirurgia/Biologia/Tecnologie Biomediche e per i giovani medici specializzati in Pediatria/Genetica Medica/Neuropsichiatria Infantile.

ART. 1

Il premio è destinato alla migliore pubblicazione scientifica  su argomenti inerenti la sindrome di Mowat-Wilson.

L’importo del premio per l’anno 2017 è di € 2.000 (duemila) .

ART. 2

Possono concorrere i laureati/medici specialisti che abbiano conseguito la laurea/diploma di specializzazione presso una Università Italiana o Straniera, da non più di anni 5 (cinque) alla data di chiusura del bando.

ART. 3

Coloro che intendano concorrere dovranno inviare, entro il 15 dicembre 2017, a mezzo  e-mail (d.zotti45@gmail.com), domanda di ammissione in carta libera diretta al Presidente della Associazione Nazionale Sindrome di Mowat-Wilson Sig. Diego Zotti.

Alla domanda devono essere allegati:

  • certificato di laurea/specializzazione con la votazione conseguita
  • copia della pubblicazione scientifica (sia in lingua inglese che in lingua italiana)
  • curriculum breve

ART. 4

Il premio sarà assegnato da una Commissione nominata dal Consiglio Direttivo dell’Associazione. Il giudizio della Commissione è inappellabile.

ART. 5

La consegna del premio avverrà entro 30 giorni dalla scadenza del presente bando. Il vincitore si impegna  a presentare in una breve esposizione della durata massima di 10 minuti i risultati del suo lavoro in occasione del prossimo Convegno dell’Associazione Nazionale Sindrome di Mowat-Wilson previsto per il 2019

Il Presidente
Diego Zotti

Correlazione genotipo-fenotipo e risonanza magnetica cerebrale

REFERENTE:  Dott.ssa Livia Garavelli
ISTITUTO:      Arcispedale Santa Maria Nuova- IRCCS Reggio Emilia
INIZO PROGETTO:   Gennaio 2015
FINE PROGETTO:     Dicembre 2015
FINANZIATORE:       Telethon

TITOLO

Correlazione genotipo-fenotipo e risonanza magnetica cerebrale nella sindrome di
Mowat-Wilson da mutazione di ZEB2: creazione di un database internazionale e apertura a studi futuri sul ruolo del gene ZEB2 nello sviluppo dell’encefalo umano

SINTESI DEL PROGETTO

La sindrome di Mowat-Wilson (MWS) è una rara condizione genetica caratterizzata da un fenotipocranio-facciale tipico, disabilità intellettiva moderata-severa, epilessia e anomalie congenite multiple quali malattia di Hirschsprung (HSCR), anomalie genitourinarie, cardiopatie congenite, agenesia del corpo calloso e anomalie oculari. Sono stati descritti in tutto il mondo circa 250 pazienti ed è certamente sotto-diagnosticata. E’ causata da una mutazione o delezione nel gene Zinc finger homeobox 1 B (ZEB2), scoperto nel 2001, che è espresso nell’encefalo umano fino al midollo spinale. E’ stato dimostrato nel topo che il gene Zfhx1b è necessario per un corretto sviluppo del cervello.
Il coinvolgimento neurologico è un aspetto importante nella MWS: disabilità intellettiva da moderata a severa è presente in tutti i pazienti, l’epilessia si riscontra nel 70-75% dei casi, con un aspetto caratteristico ed età dipendente all’EEG. Sono comuni malformazioni a livello encefalico, in particolare l’agenesia del corpo calloso, ma non è stata focalizzata l’attenzione sul confronto dei dati di risonanza magnetica (MRI) in una popolazione di pazienti affetti.
Ci proponiamo di studiare le caratteristiche della MRI dell’encefalo in un gruppo di 25 bambini affetti con differenti tipi di mutazione nel gene ZEB2, con l’obiettivo di delineare possibili fenotipi clinici caratteristici della MRI, utili ai medici ai fini di un sospetto diagnostico precoce con pianificazione dei test genetici corretti. I dati verranno inseriti in un database internazionale per migliorare la conoscenza di questa condizione e per aprire la strada a studi futuri sul ruolo del gene ZEB2 nello sviluppo dell’encefalo umano.
La diagnosi precoce ha come naturale conseguenza il miglioramento della salute del bambino con MWS, con attivazione di un follow-up clinico assistenziale adeguato, la conoscenza della storia naturale della malattia, con approcci terapeutici mirati.

Studio Fenotipo Comportamentale

La ricerca al servizio della cura

A partire da un’attenta analisi della letteratura relativa alla sindrome di Mowat-Wilson, descritta per la prima volta nel 1998, è emersa una carenza di studi aggiornati e approfonditi soprattutto per quanto riguarda gli aspetti neuropsichiatrici, di sviluppo e comportamentali.

Per questa ragione su  vostra richiesta, l’equipe  dell’Unità per la Disabilità Complessa e le Malattie Rare dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’IRCCS  Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano  ha definito un protocollo di valutazione su misura che permetta una comprensione approfondita del funzionamento e delle potenzialità del singolo bambino e della sua famiglia, al fine di contribuire -in stretta collaborazione con i servizi del territorio- alla messa a punto di un piano di trattamento “su misura” ma che sia anche  strutturato nel rispetto delle conoscenze scientifiche fino ad ora acquisite.

 Il progetto Fenotipo comportamentale

Lo scopo del progetto è  quello di  descrivere il fenotipo comportamentale dei soggetti con Sindrome Di Mowat Wilson  al fine di ampliare le nostre conoscenze rispetto alle caratteristiche neuropsichiatriche e psicologiche  per ottenere una migliore qualità nella cura quotidiana.

Il protocollo prevede una valutazione del bambino  attraverso colloqui clinici, test diretti e test indiretti; un colloquio clinico di restituzione e  dove possibile, il contatto con le strutture del territorio che fanno parte della rete di cura del bambino o ragazzo (neuropsichiatrie infantili, specialisti privati, scuole, centri educativi e di riabilitazione).

Le valutazioni Neuropsichiatrica e Neuropsicologica verranno effettuate negli ambulatori di via Pace 9 a Milano, da un Neuropsichiatra e uno Psicologo clinico e dovrebbero essere completate nell’arco di una giornata di lavoro, con una durata variabile (da un minimo di 2 ad un massimo di 6 ore, non continuative) a seconda del grado di collaborazione e partecipazione del bambino alle proposte testali.

Le conclusioni riguardanti la valutazione neuropsicologica e NPI verranno prima condivise in un colloquio clinico con i genitori e successivamente inviate alla famiglia in una relazione clinica dettagliata.

L’analisi delle osservazioni e dei dati che emergeranno dalle valutazioni cliniche sarà, inoltre, la base di un progetto di ricerca volto a una possibile futura strutturazione di Linee Guida Nazionali per l’assistenza e la cura dei Vostri figli, parte integrante di un futuro Piano di Trattamento Diagnostico e Assistenziale per la sindrome di Mowat Wilson.

Per la visione del progetto completo si rimanda all’area riservata.

 

 

Studio comportamentale

Nell’anno 2010, si sono assegnate due borse di studio agli Ospedali di Modena e Reggio Emilia per finanziare due studi, uno sull’epilessia e uno e sull’osservazione dello sviluppo comportamentale dei bambini affetti dalla Sindrome; i risultati degli studi sono stati presentati al 2° Corso di Aggiornamento sulla Sindrome di Mowat Wilson che si è svolto presso l’Arcispedale S. Maria Nuova a Reggio Emilia il 23 e 24 Marzo 2012.

L’AIMW, PER SVOLGERE LA PROPRIA ATTIVITÀ, CONTA SULL’AUTOFINANZIAMENTO DELLE FAMIGLIE DEI BAMBINI MALATI.
Un contributo economico, anche piccolo, può AIUTARE a dar luce alla vita di queste famiglie!

Maggiori informazioni sullo studio sono reperibili nell’area riservata

Ricerca sull’epilessia

Nell’anno 2010, si sono assegnate due borse di studio agli Ospedali di Modena e Reggio Emilia per finanziare due studi, uno sull’epilessia e uno e sull’osservazione dello sviluppo comportamentale dei bambini affetti dalla Sindrome; i risultati degli studi sono stati presentati
al 2° Corso di Aggiornamento sulla Sindrome di Mowat Wilson che si è svolto presso l’Arcispedale S. Maria Nuova a Reggio Emilia il 23 e 24 Marzo 2012.

Le recenti scoperte riguardo la funzione del gene ZEB2 hanno permesso un importante passo in avanti nella comprensione dei meccanismi alla base dell’epilessia nella Sindrome di Mowat Wilson. Infatti i dati emersi negli studi di laboratorio che hanno evidenziato una alterazione nei meccanismi inibitori legati agli interneuroni GABAergici sono ben correlabili con quanto noi abbiamo osservato e descritto direttamente nelle nostre ricerche su epilessia ed EEG nei bambini con Sindrome di Mowat-Wilson, condotte con il fondamentale sostegno ed apporto dell’AIMW. Questa correlazione tra dati di laboratorio e dati clinici ci permette di ipotizzare che alla base della predisposizione all’epilessia nella Sindrome di Mowat Wilson vi sia una riduzione dei meccanismi inibitori cerebrali legati a questo neuromediatore inibitorio che si chiama GABA.
Questo dato oltre ad aggiungere un importante tassello alla conoscenza della Sindrome di Mowat Wilson potrà in futuro avere un’utilità pratica importante nel comprendere quali farmaci siano più indicati, in base al loro meccanismo d’azione (ad esempio incrementando il GABA, come l’acido valproico), per la cura dell’epilessia in questa condizione.

Dott. Cordelli

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Ricerca sul sonno

Nel 2011 è iniziato uno studio sul sonno (elemento problematico nei bambini affetti dalla sindrome di Mowat Wilson) presso l’Ospedale S. Orsola di Bologna.

L’AIMW, PER SVOLGERE LA PROPRIA ATTIVITÀ, CONTA SULL’AUTOFINANZIAMENTO DELLE FAMIGLIE DEI BAMBINI MALATI.
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Biobanca Telethon

Nel 2012, è stato stipulato un accordo la “Rete Telethon di Biobanche Genetiche” (TNGB) con l’obiettivo di raccogliere e conservare campioni biologici e dati associati, di persone affette da Sindrome di Mowat Wilson per offrire alla comunità scientifica l’opportunità di effettuare ricerche e studi utilizzando i campioni depositati. L’organizzazione di una raccolta centralizzata e standardizzata di campioni biologici e dati clinici e genetici associati rappresenta un prerequisito indispensabile per la ricerca scientifica sulle malattie rare come la Sindrome di Mowat Wilson.

Nello specifico la biobanca del TNGB che gestisce questa collezione è la “Galliera Genetic Bank” (GGB) che è attiva dal 1983 presso il Laboratorio di Genetica Umana dell’ E.O. Ospedali Galliera di Genova. La GGB è stata finanziata dalla Fondazione Telethon dal 1993 come unità di servizio per la ricerca sulle malattie genetiche e dal 2008 è membro della “Rete delle Biobanche Genetiche Telethon”.

Per saperne di più chicca su: Le biobanche

 

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La Comunicazione Aumentativa Alternativa

COMUNICARE È FONDAMENTALE

La presenza di un disturbo di linguaggio e di comunicazione è molto diffusa tra le persone affette da MWS, interferisce in modo significativo sullo sviluppo del bambino a livello relazionale, cognitivo, degli apprendimenti e delle interazioni sociali e impatta molto negativamente sulla sua qualità di vita e su quella della sua famiglia. Aumenta inoltre il rischio che negli anni possano comparire comportamenti problematici.

COMUNICARE COMUNQUE, AD OGNI COSTO, È QUANTO DI PIÙ STRAORDINARIAMENTE UMANO VI SIA!

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) rappresenta un’area della pratica clinica che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di persone con bisogni comunicativi complessi. L’aggettivo “Aumentativa” sta ad indicare la continua attenzione non a sostituire ma ad accrescere la comunicazione naturale, utilizzando tutte le competenze dell’individuo ed includendo le vocalizzazioni o il linguaggio verbale residuo, i gesti, i segni, la comunicazione con ausili e strumenti tecnologicamente avanzati.
Non si tratta di applicare una tecnica riabilitativa, ma di costruire un sistema flessibile su misura per ogni persona, da mettere in campo in tutti i contesti poiché la comunicazione è un diritto fondamentale dell’individuo ed è per ognuno di noi necessaria ed indispensabile in ogni momento, e non solo nella stanza di terapia. Tutti coloro che hanno a che fare con il bambino è come se dovessero imparare una nuova lingua, che come tale deve essere utilizzata in modo costante e soprattutto deve poter essere sempre a disposizione. Particolarmente rilevante si è poi dimostrato l’utilizzo della CAA in entrata, per supportare non solo l’espressione linguistica ma anche la comprensione.
In molti bambini e ragazzi infatti (e tra di essi i ragazzi con MW), il livello di comprensione pur essendo migliore dell’espressione verbale, è al di sotto delle potenzialità cognitive esistenti. Un sistema di CAA è una specie di “traduttore immediato continuo” tra il linguaggio del bambino ed il nostro, e viceversa. Possono essere utilizzati sistemi di simboli o di immagini, in cui tutte le figure usate hanno scritta sopra la parola o il verbo che rappresentano, per renderle comprensibili anche al partner comunicativo. Il bambino può così riconoscere e indicare le immagini e l’interlocutore leggere le parole. Possono essere usati speciali registratori digitali programmati per “prestare” la voce, o tecnologie informatiche e strumenti computerizzati appositamente adattati, o modalità che consentano di leggere o scrivere anche a coloro che non sono in grado di usare l’alfabeto o la penna.

QUANDO PUO’ INIZIARE UN INTERVENTO DI CAA?

L’inizio precoce di interventi di comunicazione aumentativa può contribuire a prevenire un ulteriore impoverimento comunicativo, simbolico e cognitivo e la comparsa di disturbi del comportamento, altrimenti molto diffusi proprio come strategia di richiesta di attenzione.Purtroppo invece l’accesso agli interventi di CAA dei bambini e ragazzi con sindromi genetiche rare come la Mowat Wilson avviene tardivamente e in modo non strutturato.

CI SONO DEI PREREQUISITI?

Non ci sono prerequisiti minimi necessari nel bambino, non c’è quindi un livello cognitivo minimo ,o di gravità, o di età al di sotto del quale è sconsigliato iniziare. Vi sono invece prerequisiti del contesto, caratteristiche minime di collaborazione e di assunzione della responsabilità del’intervento da parte dei servizi riabilitativi e dell’ambiente che sono indispensabili.

PROGETTO

La nostra associazione ha aderito dal 2014 un progetto specifico sulla Comunicazione Aumentativa in collaborazione con il Centro Sovrazonale, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale maggiore Policlinico Milano.
L’AIMW ha dato la disponibilità per finanziare la presa in carico di alcuni bambini, dopo aver preso visione del progetto del Policlinico di Milano.
Il progetto del 2014-2015 prevede l’affiancamento di un operatore specializzato in CAA dello staff della Dott.ssa Antonella Costantino (Direttore UONPIA Fondazione IRCCS Cà Granda – Ospedale Maggiore Policlinico Milano) per alcuni bambini che hanno i requisiti per iniziare.
I criteri di priorità sono prevalentemente relativi alla situazione ambientale ed alla possibilità che i servizi specialistici di riferimento, la scuola e la famiglia possano mettersi in gioco, ognuno per la propria parte, consentendo la progressiva assunzione di competenze da parte di tutti contesti di vita.
I requisiti per iniziare sono quindi riferiti alla disponibilità di tutta la rete a collaborare e partecipare in modo consapevole a percorsi dedicati alla formazione e all’attivazione di interventi di CAA.

Per queste famiglie il progetto prevede che l’operatore del CSCA di riferimento si sposti, su tutto il territorio nazionale, nel comune di appartenenza per coinvolgere tutti gli operatori (incontri con la scuola, con il centro riabilitativo ecc…) con incontri annui di tutoraggio, secondo criteri che verranno stabiliti di volta in volta con i soggetti coinvolti.
Gli incontri hanno la funzione da un lato di fornire le informazioni necessarie per la effettiva messa in campo degli interventi, e dall’altro di garantire la possibilità di confrontarsi e vedere insieme i problemi, le strategie, le soluzioni che sono d’aiuto alla comunicazione dei bambini, con particolare attenzione agli aspetti concreti, ai materiali, agli strumenti, ai dubbi.

FORMAZIONE

Il Centro Sovrazonale, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale maggiore Policlinico Milano, garantisce la formazione gratuita, che nella prima fase è relativa alla conoscenza degli elementi di base della CAA e degli In-Book, attraverso due incontri formativi, uno di mezza giornata e uno di una giornata intera. Gli incontri formativi prevedono la partecipazione contemporanea di operatori, genitori, insegnanti ed educatori.

Sul sito www.sovrazonalecaa.org potrete trovare le diapositive dei corsi, i materiali bibliografici e le locandine dei prossimi corsi.

IN-BOOK

Elemento importante del modello di intervento del CSCA sono gli IN-Book, libri illustrati per bambini con il testo completamente tradotto in simboli. Attualmente rappresentano la modalità principale per avvicinare per la prima volta il bambino e la sua famiglia ai simboli e alla CAA, e insieme per consentire di recuperare un’attività così importante per la crescita come l’ascolto della lettura ad alta voce di racconti da parte dell’adulto, altrimenti impossibile per la maggior parte dei bambini con disabilità della comunicazione. Sviluppati negli ultimi 15 anni proprio dall’esperienza del CSCA, gli IN-Book si sono dimostrati particolarmente efficaci per sostenere la comprensione linguistica dei bambini con i disturbi di comunicazione più complessi. Nello stesso tempo, si sono diffusi nelle scuole materne e nelle biblioteche, diventando non solo strumento importante di inclusione dei bambini con disabilità, ma anche occasione di sviluppo e crescita per tutti, grazie alla possibilità di lettura condivisa che gli altri bambini hanno spontaneamente cominciato a mettere in atto. In particolare, gli insegnanti segnalano l’efficacia degli In-Book nel facilitare l’acquisizione dell’italiano come seconda lingua nei bambini di origine straniera e più in generale nell’ambito dei disturbi del linguaggio.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

I bambini e i ragazzi affetti dalla sindrome di Mowat Wilson hanno, molto spesso, grossi disturbi comunicativi del linguaggio verbale, se non la sua totale assenza.
La mancanza di possibilità di comunicare con gli altri ha gravi ricadute negative nello sviluppo della relazione, del linguaggio, nello sviluppo cognitivo e sociale.
La Comunicazione Aumentativa si pone l’obiettivo di dare strumenti adeguati per poter sviluppare altri sistemi comunicativi, che potenzino tutte le risorse presenti in ogni singolo individuo e di garantire la possibilità di un supporto immediato, concreto e costante nel tempo sulla CAA alle famiglie e alle altre persone che interagiscono con il bambino/ragazzo con MWS, indipendentemente dal luogo di residenza.

LE PROSPETTIVE

Questo progetto sta assumendo un’importanza sempre più rilevante, visto che la CAA permette ad un numero sempre più consistente dei nostri ragazzi di poter comunicare.
Il desiderio è quello di per di poter aumentare il numero di famiglie che possano accedere a questo percorso, favorendo la formazione anche di altri operatori specializzati, che possano affiancare quelli già coinvolti.

OGNI INDIVIDUO HA DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E A MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA PROPRIA VITA!

Affinché, per i bambini malati di Sindrome di Mowat Wilson, l’opportunità di comunicare si avveri, servono moltissimi materiali: dai libri di narrativa a quelli scolastici, dalle schede di apprendimento all’organizzazione di incontri di sensibilizzazione delle istituzioni…

LINK

Di seguito alcuni materiali informativi del Centro Sovrazonale

Locandina della comunicazione aumentativa (CAA)
Come leggere gli in-book

Esempi di strumenti:

Rete biblioteche in-book

L’AIMW, PER SVOLGERE LA PROPRIA ATTIVITÀ, CONTA SULL’AUTOFINANZIAMENTO DELLE FAMIGLIE DEI BAMBINI MALATI.
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