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I Soci: la famiglia Asquini

DATA: luglio 2025
LUOGO: Padova

Un benvenuto di cuore alla prima famiglia che si presenta sulla nostra Newsletter, per la rubrica “I Soci”, rubrica che vuole aiutarci a farci conoscere all’interno della nostra Associazione.

Ai nostri “microfoni” oggi risponde Andrea.

D1. ANDREA, PRESENTACI LA TUA FAMIGLIA IN DUE PAROLE.
R:   Papà Andrea, 51 anni, mamma Gaia, 49 anni – Simone, quasi 11 anni, primogenito – Benedetta, 7 anni e mezzo, secondogenita – Beatrice, 4 anni, terzo- (e soprattutto ultimo-) genita; abitiamo a Padova, patria di Gaia, io invece sono foresto, metà friulano e metà siculo

D2. RACCONTA QUALCOSA CHE POCHI SANNO DI VOI, PER ROMPERE IL GHIACCIO!
R:   Abbiamo un piccolo rito familiare, la domenica mattina, che Simone ha battezzato “Festando”: tutti e cinque nel lettone di mamma e papà, super battaglia di solletico con finale di coccole collettive. Esiste anche la variante al buio!

D3. OVVIAMENTE LA PROTAGONISTA PER NOI È BENEDETTA, MA VOGLIAMO CONOSCERE ANCHE VOI! CHE LAVORO FATE?
R:   Gaia è un ingegnere ambientale impiegata nel Settore Ambiente del Comune di Padova, anche io sono un ingegnere, ma chimico, e mi occupo di gestire progetti nell’ambito degli impianti di trattamento acque industriali.

D4. ORA PARLACI DI BENEDETTA! COSA FA, COME STA? VA A SCUOLA?
R:  Benedetta, o per i super-affezionati Benny, ha appena terminato il 2° anno della scuola primaria pubblica; ci va volentieri perché le maestre, le OSS e i suoi compagni le vogliono veramente bene. Oltre alla scuola Benedetta ha diverse attività: logopedia, neuropsicomotricità, terapia in piscina e terapia comportamentale domiciliare.

Benedetta è una bambina sempre sorridente e gioiosa…se si spegne qualcosa non va sicuramente. E’ molto attiva ed energica (pure troppo!), sempre in movimento, adora leggere i suoi libretti in CAA (ne ha sempre uno in mano qualunque cosa faccia, come la coperta di Linus…infatti li distrugge ad un ritmo infernale), è molto affettuosa e dispensa baci e abbracci a tutti.

In generale Benedetta gode di buona salute anche se la terapia antiepilettica non è ancora messa bene a punto: infatti manifesta un numero molto elevato di assenze.

È una bambina estremamente comunicativa anche se non è verbale (a parte le parole “mamma”, “no!” e “ahia!”); ama ascoltare musica, ballare e stare nell’acqua che sia piscina, mare o anche la vasca nel bagno di casa!

D5. CON TRE FIGLI, DI QUELL’ETÀ, NON DEVE ESSERE UNA PASSEGGIATA! CHE RAPPORTO HANNO I SIBLINGS CON BENEDETTA?
R:   L’espressione Amore-Odio rende abbastanza bene l’idea. Benedetta è una presenza molto ingombrante, perché vuole essere sempre al centro dell’attenzione e partecipare, monopolizza lo spazio e il tempo. Le dinamiche sono ancora lontane dall’essere funzionali, d’altronde l’età dei siblings e, soprattutto, il loro carattere, rende i rapporti spesso conflittuali. Capita, però, non di rado, che riescano a trovare modalità di gioco coinvolgenti per tutti.

D6. FOCALIZZIAMO UN PO’ SULLA NOSTRA PROTAGONISTA. QUANDO È STATA DIAGNOSTICATA LA SINDROME?
R:   La diagnosi risale a un mese prima che Benedetta compiesse i due anni (correva l’ottobre del 2019); è arrivata in modo “fortuito” grazie alla genetista Isabella Mammi dell’ospedale di Dolo. L’ospedale di Padova brancolava nel buio, eravamo in carico alla neurologia pediatrica che non ci ha mai indirizzato verso una valutazione genetica(!!!). Incredibilmente, grazie alla comune frequentazione di uno studio pilates, Gaia ha avuto modo di parlarle di Benedetta e dei dubbi che avevamo su di lei da parecchi mesi (Benny ormai aveva circa un anno e mezzo). Alla genetista è bastato vedere Benedetta per “intuire”, ha richiesto subito l’analisi del gene Zeb2 e… TAAAAAC!!!

D7. I NOSTRI BIMBI HANNO SPESSO UN QUADRO CLINICO COMPLICATO. QUALE ASPETTO DELLA MALATTIA VI HA PREOCCUPATO DI PIÙ CON BENEDETTA?
R:   Direi che quello che ci preoccupa di più sono le manifestazioni epilettiche, le crisi, anche se non frequentissime comunque evolvono nel tempo come manifestazioni e purtroppo al momento si presentano in modo molto assiduo, orami da un anno e mezzo, molte crisi di assenza quotidiane…ma confidiamo di trovare nel breve termine una quadra farmacologica con i medici che ci seguono.

D8. E L’ASSOCIAZIONE? COME L’AVETE CONOSCIUTA?
R:   Mentre aspettavano il risultato della sequenziazione del gene Zeb2, Gaia ha cominciato a documentarsi sulla sindrome di Mowat-Wilson e ha incrociato Silvia Marchesi sul web. Appena abbiamo avuto la certezza della diagnosi Gaia si è rivolta a lei.

D9. CHE SENSAZIONE HAI QUANDO TI INCONTRI CON GLI ALTRI SOCI?
R:   Ci sentiamo parte di una famiglia, persone a cui non dobbiamo spiegare nulla delle nostre fatiche e dalle quali ci sentiamo immediatamente compresi. È una gioia per noi ritrovarci, partecipiamo a ogni convegno con l’entusiasmo di ritrovarci in una comunità accogliente, che conforta e supporta.

D10. RACCONTA IL SUPERPOTERE DELLA TUA BENEDETTA.
R:   Benedetta è una “selezionatrice di anime belle”: grazie alla sua genuinità e al candore con cui cerca e dispensa sorrisi e abbracci, le persone “vere” rispondono.

Inoltre, quando sente musica ben ritmata, parte subito a ballare, una vera e propria ragazza cubo che fa cadere qualunque inibizione, e alla fine tutti si lanciano a ballare a loro volta. Una trascinatrice!!!

D11. RACCONTACI UN EPISODIO DI UNA VACANZA CHE VI È RIMASTO NEL CUORE.
R:   Su tutte Dynamo Camp. All’arrivo ogni famiglia speciale veniva accolta con un clima di festa e gioia, come se non aspettassero altro che il nostro arrivo. Siamo stati subito circondati da persone sorridenti, piene di premure e attenzioni, di una generosità ed empatia mai viste né sperimentate prima. Per la prima volta ci siamo sentiti liberi di essere noi stessi, liberi dal doverci “giustificare” per come è Benedetta…come se la nostra famiglia fosse un insieme di tante diverse normalità. A Dynamo vedi come dovrebbe essere il mondo fuori Dynamo.

D12. QUALE SARÀ LA PROSSIMA SFIDA?
R:   Lavorare, in sinergia con la terapista domiciliare e la scuola, sulle piccole autonomie quotidiane come versarsi l’acqua nel bicchiere o tagliare la mozzarella o ancora imparare gesti legati all’igiene personale e al vestirsi/svestirsi. Una sfida impegnativa ma siamo sicuri porterà a risultati importanti come già finora ne ha portati il lavoro svolto fin qui.

 

Progetto odontoiatrico “SINDROME DI MOWAT WILSON”

DATA: anno 2025 -2026

Ecco  di seguito la spiegazione di  questo  importante  progetto  che l’officina “Progetto Odontoiatrico” conduce con molta determinazione e capacità.
L’articolo è stato realizzato da Giuseppe Ciceri con un’intervista ai professionisti che stanno realizzando il progetto.
Buona lettura.

 

Un benvenuto su questo spazio all’officina “Progetto Odontoiatrico”, officina che si occupa di coordinare il progetto con il gruppo di ricerca.

Di seguito un riepilogo del progetto.

Questo studio è nato e gestito dal Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche dell’ Università degli Studi di Milano.

Promotori dello studio:
Prof.ssa Maria Grazia Cagetti, Università di Milano Presidio Ospedaliero: ASST Santi Paolo e Carlo;
Dott.ssa Silvia Cirio e Dott.ssa Claudia Salerno, Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche, Università di Milano;
Dott.ssa Araxi Balian, U.O.S. Odontoiatria e Stomatologia, Ospedale di Cittadella, ULSS 6 Euganea;
Dr.ssa Livia Garavelli, SOC di Genetica Medica, Azienda USL IRCCS, Reggio Emilia.
Supervisore esterno Prof. Guglielmo Campus, Department of Restorative, Preventive and Pediatric Dentistry, University of Bern, Freiburgstrasse 7, 3010 Bern, CH, Switzerland

Scopo e obbiettivo:
Lo scopo e l’obbiettivo del presente studio è quello di eseguire un’indagine epidemiologica in un campione più ampio possibile di soggetti con diagnosi di Sindrome di Mowat Wilson al fine di valutare la prevalenza delle patologie odontoiatriche e delle anomalie dento-oro-maxillo-facciali, sia dal punto di vista anatomico sia funzionale, nei soggetti affetti da MWS.

Destinatari:
Tutti i soggetti, senza limite di età, che hanno avuto una diagnosi clinica di MWS confermata dal test genetico.

Il progetto si divide in diverse fasi:

  • un colloquio conoscitivo con i genitori/caregiver di ciascun soggetto,
  • un questionario anamnestico,
  • un esame obiettivo con valutazione della salute dentale e gengivo/parodontale, presenza di difetti di sviluppo dello smalto e lesioni delle mucose, caratteristiche ortognatodontiche e funzionali),
  • fotografie ed eventuali radiografie.

Tutti gli iscritti all’Associazione Italiana Mowat Wilson sono stati invitati a partecipare allo studio.

Il protocollo finale del progetto verrà sottoposto alla valutazione del Comitato Etico di riferimento.

La durata dell’indagine è stimata in 32-36 mesi.

I dati raccolti permetteranno di identificare eventuali anomalie ricorrenti e di valutare quali metodiche di prevenzione e trattamento siano più indicate per i soggetti con MWS, contribuendo a ridurre l’impatto delle patologie orali sulla qualità di vita.

Si ritiene che i risultati saranno rilevanti permetteranno per la prima volta di stilare protocolli di prevenzione e trattamento specifici per i pazienti affetti da MWS.

Fanno parte dell’ officina Simona Guidi, Luca Gotti, Francesca Luccarda, Francesca Fiorito, Gaia Scandaletti e Lucia Perego.

Per qualsiasi richiesta è possibile scrivere alla seguente mail: officina_progettoodontoiatrico@mowatwilson.it

Facciamo il punto con l’officina che se ne occupa, attraverso alcune domande, che l’officina ha poi girato al team:

D1.   A CHE PUNTO SIAMO DALL’INIZIO DEL PROGETTO?
R :  La fase attiva del progetto in realtà è iniziata circa un anno fa.
Abbiamo condotto le prime visite a Milano, presso l’Ambulatorio di Odontoiatria Pediatrica dell’ASST Santi Paolo e Carlo per poi proseguire nella raccolta dei records al Congresso dell’Associazione a Napoli, a novembre 2024.
 Nel frattempo, il progetto si è ampliato rispetto alla stesura iniziale, anche grazie a nuovi mezzi che ci sono stati messi a disposizione dall’Università di Milano.
Ci è stato infatti messo a disposizione un macchinario in grado di eseguire scansioni del viso: si tratta di un esame che non comporta alcun rischio per il paziente e gli accompagnatori (non emette infatti radiazioni) e richiede un tempo molto limitato per l’esecuzione un paio di secondi circa), pertanto è di facile esecuzione anche per pazienti poco collaboranti che hanno difficoltà a rimanere fermi per un tempo prolungato.
Lo scopo ultimo della raccolta di questi records è quello di identificare specifici tratti morfologici del viso dei pazienti con MWS in modo da rendere la diagnosi quanto più precoce possibile, anche in epoca prenatale.
Abbiamo inoltre ampliato il progetto per quanto concerne l’indagine sulla qualità di vita di persone con MWS e loro famigliari in relazione alla salute orale.
Abbiamo infatti deciso di coinvolgere direttamente le famiglie come parte attiva della ricerca utilizzando il metodo della participatory research: con la collaborazione dei genitori che si occupano dell’Officina Odontoiatrica abbiamo condotto interviste che volevano essere uno scambio di esperienze tra genitori in modo da portare alla luce quelle che sono le reali esigenze dei pazienti con MWS per ciò che riguarda la salute orale, con lo scopo ultimo di creare percorsi di cura specifici.

D2.  QUANTI RAGAZZI E DI QUALE ETÀ HANNO FINO AD ORA PARTECIPATO ?
R : Al momento sono stati visitati 21 pazienti, di età compresa tra i 6 e i 25 anni, con un’età media di 14,9 ± 6,2 anni, di cui 9 maschi e 12 femmine.
Per tutti i pazienti abbiamo raccolto dati anamnestici riguardati il periodo pre- e perinatale, le patologie coesistenti, allergie e intolleranze.
Abbiamo poi raccolto informazioni riguardanti la salute orale, le abitudini dietetiche e di igiene orale dei pazienti, i pregressi trattamenti odontoiatrici.
È stato anche chiesto ai genitori di compilare un questionario (si tratta di un questionario standardizzato) per valutare la qualità di vita dei pazienti in relazione alla salute orale.
Infine abbiamo condotto una visita odontoiatrica per valutare la presenza di carie, problemi gengivali (come infiammazione, presenza di placca o tartaro), difetti di formazione dello smalto dentale, mal posizione o affollamento dentale, problematiche ortodontiche.
A tutti i pazienti sono state eseguite foto del viso e della bocca; ai pazienti venuti in visita a Milano abbiamo eseguito anche esami radiografici, quando è stato possibile, anche in relazione alla collaborazione offerta dal paziente.
Abbiamo inoltre eseguito 6 scansioni facciali e 13 interviste.

D3.  SONO  IN PROGRAMMA ALTRI RAGAZZI?
R : Il nostro obiettivo sarebbe quello di raggiungere il maggior numero possibile di pazienti (idealmente tutti i pazienti con MWS che vivono in Italia).
Saremo nuovamente presenti all’incontro annuale dell’Associazione che si terrà a Padova a fine settembre 2025. Siamo inoltre sempre disponibili ad organizzare visite nel nostro ambulatorio, presso la Clinica Odontoiatrica Giorgio Vogel a Milano.
Sarebbe importante per noi eseguire un numero maggiore di scansioni del viso: queste vengono eseguite sempre a Milano, presso il Policlinico.
Per agevolare le famiglie abbiamo ottenuto la disponibilità del macchinario al sabato mattina.
Chi è disponibile ad eseguire la scansione può mandare una mail a questo indirizzo silvia.cirio@unimi.it.
Inoltre, chiediamo alle famiglie che ancora non lo hanno fatto di partecipare alle interviste: si tratta di colloqui della durata di 30 minuti circa che vengono eseguite on line (non richiedono, quindi, alcun spostamento), dal lunedì al venerdì tra le 10 e le 18 con alcune disponibilità serali durante la settimana. È possibile prenotare la propria partecipazione attraverso questo link https://calendly.com/ciriosilvia3/intervista-mowat-wilson con una settimana di anticipo rispetto alla data desiderata.

D4. RISPETTO AL PROGETTO QUANTI STEP SONO STATI  FATTI?
R : Al momento abbiamo condotto una sintesi dei risultati raccolti sulle visite cliniche effettuate e sulle fotografie intra ed extra-orali.
Avremmo bisogno di incrementare il numero di pazienti visitati per dare maggior robustezza ai risultati.
Stiamo inoltre analizzando le interviste condotte fino ad ora per identificare i tempi principali discussi.
Anche in questo caso sarebbe necessario incrementare il numero dei partecipanti.
 Per quanto riguarda le scansioni del viso è essenziale aumentare il numero dei pazienti in modo da poter avere i primi risultati.

D5. DOPO QUANTO ILLUSTRATO AL CONGRESSO A NOVEMBRE. 25, SONO EMERSI RISULTATI DEGNI DI NOTA?
R : Dai dati raccolti durante il congresso è emerso che la maggior parte dei bambini e ragazzi visitati aveva già eseguito una o più valutazioni odontoiatriche; di questi circa la metà eseguivano controlli odontoiatrici regolari ogni 6 mesi.
La collaborazione durante la visita odontoiatrica, secondo i genitori/caregiver era stata per la quasi totalità dei pazienti molto limitata.
Solo la metà dei genitori, tuttavia, aveva utilizzato strumenti di supporto, quali ad esempio pedagogia visiva, comunicazione aumentativa alternativa (CAA) per preparare il proprio figlio alla visita o alle terapie odontoiatriche. Il 50% circa aveva eseguito trattamenti odontoiatrici in regime di sedazione cosciente o anestesia generale.
 Le abitudini viziate, che sono tutte quelle abitudini che possono portare avere come conseguenza una mal   occlusione dentale, sono diffuse tra pazienti con MWS, in particolar modo la suzione del dito o di oggetti, che si protrae nel tempo anche in età adolescenziale/adulta.
Un altro aspetto importante è la difficoltà a masticare cibi solidi, riscontrata nel 70% circa dei bambini e ragazzi visitati: questo può portare, ad esempio, a mal posizione dentale, ritardo nella permuta dentale e difficoltà di eruzione dei denti.
Molti dei genitori/caregiver non avevano però ricevuto alcun supporto in tal senso (ad esempio un training masticatorio).
Un’atra abitudine viziata riscontrata nella maggior parte dei bambini e ragazzi visitati è stata la respirazione di tipo orale, cioè l’abitudine di respirare con la bocca anziché con il naso, che può portare ad un ridotto sviluppo del palato con conseguente affollamento dentale e morso aperto.
Quasi tutti i genitori hanno riferito di utilizzare spazzolino elettrico o manuale per l’igiene orale dei propri figli 2 volte al giorno, ma oltre la metà non utilizza un dentifricio al fluoro, fondamentale nella prevenzione della carie. La maggioranza dei genitori ha riportato una scarsa collaborazione del figlio durante lo spazzolamento.
Riguardo alla dieta, la metà dei genitori ha riferito che il proprio figlio ha l’abitudine di consumare solo occasionalmente alimenti zuccherati tra i pasti, come ad esempio cioccolato, snack dolci, soft drink o latte zuccherato.
Il 40% dei pazienti visitati presentava carie, ma fortunatamente la maggior parte di questi presentavano carie iniziali (demineralizzazioni).
Solo 3 dei soggetti visitati presentavano carie cavitate, pregresse otturazioni o estrazioni dentarie.
Il sanguinamento gengivale è stato invece riscontrato nella maggioranza dei pazienti, spesso associato a presenza di placca o tartaro.
Dal punto di vista ortodontico, la maggior parte dei pazienti presentava palato contratto e morso crociato (cioè, arcata superiore è ristretta rispetto a quella inferiore).
Molti pazienti presentavano morso aperto anteriore.
Inoltre, abbiamo riscontrato mal posizione dentale e elementi dentali in inclusione ossea (tra i pazienti più grandi) e ritardo nella permuta dentale. 

D6 . QUANDO È PREVISTA LA PUBBLICAZIONE E DIVULGAZIONE DELLO STUDIO?
R : I risultati emersi dalle visite cliniche, dai questionari anamnestici e dall’analisi delle foto del viso sono stati discussi dalla Dott.ssa Giulia Zambon, neo specializzata in Odontoiatria Pediatrica, nella sua tesi.
È inoltre in programma l’invio di tre abstract per la presentazione di poster al congresso delle Rare Disease Research Conference a Dublino in aprile e al Collegio Docenti Universitari di discipline Odontostomatologiche che si svolgerà a giugno a Roma e al Congresso Internazionale della Organisation for Caries Reseach che si svolgerà a luglio a Leeds (UK).
Stiamo inoltre lavorando per predisporre la pubblicazione su riviste scientifiche dei dati fino a qui raccolti.

D7 : CHE PROSPETTIVE HANNO I RICERCATORI A QUESTO PUNTO DELLO STUDIO RISPETTO AL PROGETTO INIZIALE?
R : La nostra intenzione va oltre il progetto iniziale di descrizione delle caratteristiche cranio-facciali e orali della MWS.
Vorremmo ad arrivare a definire criteri morfologici che possono essere di aiuto per i clinici al fine di promuovere una diagnosi precoce in epoca pre- e perinatale.
 Inoltre, vorremmo disegnare percorsi di cura multidisciplinari specifici per promuovere la salute orale dei pazienti  con MWS.
Si tratta di progetti ambiziosi per i quali la collaborazione delle famiglie è fondamentale. Vi chiediamo un ulteriore sforzo per poter incrementare la quantità di dati a nostra disposizione in modo da rendere più robusti i risultati.

GRAZIE PER IL TEMPO DEDICATO

 

II Congresso Nazionale Mowat Wilson

DATA: 2  Novembre 2024
LUOGO: NH Hotel Panorama, Napoli

Quest’anno nella giornata di sabato 02 novembre a Napoli si terrà il secondo congresso nazionale dell’associazione.
Saranno presenti esperti con competenze diverse, ma tutti con lo sguardo rivolto verso la sindrome. La mattinata saranno trattati argomenti di carattere scientifico, nel pomeriggio argomenti  di carattere sociale. Sarà interessante scoprire come queste competenze diverse interagiscono tra di loro per poter perseguire un unico obiettivo.
Qui trovate il programma.

Per chi avesse necessità di avere l’accesso alle zone ZTL occorre compilare il  modulo Richiesta accesso ZTL di Napoli.

MW una docu-serie rara

Grazie al lavoro di Alessandro Salvatore e Daniela Gariglio vi presentiamo questi episodi dove alcuni soci si raccontano.
Questa iniziativa è nata dalla volontà di farci conoscere come associazione, famiglie e persone che stanno nel mondo, con le proprie fatiche, gioie e aspirazioni di tutti.

Trovate gli episodi su youtube, cliccando qui.

Buona visione

Realizzare un albo illustrato in simboli CAA secondo il modello inbook

 

DATA:  24 Settembre 2022
LUOGO: Schio

L’istituto Martini presenta il progetto “Realizzare un albo illustrato in simboli CAA secondo il modello inbook”.

Il progetto è iniziato nel Febbraio 2021 ed ha coinvolto diversi studenti ed insegnanti. Questa iniziativa ha consentito di valorizzare la creatività e favorito il confronto per la realizzazione di libri concepiti per rendere la lettura accessibile  tutti.

Trovate l’articolo pubblicato dell’evento qui.

 

Convenzione ONU e Progetti di vita indipendente

DATA:  27 Marzo 2021
LUOGO: Webinair

Si è trattato di una formazione di altissimo livello per i contenuti e per i relatori che hanno partecipato.
Le numerose famiglie che hanno partecipato, hanno potuto cogliere spunti davvero interessanti per darsi nuovi obiettivi di grande stimolo.

Ha cominciato la Prof.ssa Cecilia Marchisio dell’Università di Torino: l’incipit è stato “oggi solo cose belle”. Finalmente anche noi famiglie rare possiamo ambire a diritti non solo normativamente tutelati ma sostanzialmente attuabili.
La Convenzione ONU sui Diritti e la vita delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento con la L. 3/3/2009, n. 18 così stabilisce all’art. 3
I principi della presente Convenzione sono: (a) il rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, e l’indipendenza delle persone; (b) la non discriminazione; (c) la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società; (d) il rispetto per la differenza e l’accettazione delle persone con disabilità come parte della diversità umana e dell’umanità stessa; (e) la parità di opportunità; (f) l’accessibilità; (g) la parità tra uomini e donne; (h) il rispetto dello sviluppo delle capacità dei minori con disabilità e il rispetto del diritto dei minori con disabilità a preservare la propria identità.
Partendo da questi principi così “scontati” per tutti i cittadini ma meno per le persone con disabilità, si può pensare alla vita dei nostri figli senza alcuna discriminazione nei diritti, nelle potenzialità da incrementare e nello sviluppo dell’autodeterminazione della persona (prescindendo dalla gravità della disabilità).

Con questo filo conduttore, ha preso la parola Marco Espa, politico sardo e membro dell’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica, che ha mostrato numerose slides sul “Modello Sardegna” di attuazione della L. 162/98 (che prevede l’attuazione di Piani Personalizzati a favore di persone con handicap grave con la finalità di promuovere l’autonomia e fornire sostegno alla famiglia in cui è presente la persona con grave disabilità).
Nella spiegazione della legge che da 20 anni è attuata in Sardegna, ha dimostrato come i progetti personalizzati e coprogettati…migliorano la qualità di vita per tutti dal punto di vista:

  • delle persone e famiglie (tappe di vita, anche per chi necessita di maggiori sostegni)
  • degli operatori e dei professionisti (emersione lavoro nero, valorizzazione, primi alleati dei percorsi di inclusione, nuove professioni)
  • del ruolo dei servizi e delle istituzioni (dovere, pratiche sussidiarie, sostenibilità e sviluppo delle comunità)

In particolare per noi famiglie che rivestiamo il nostro ruolo come:

  • protagoniste
  • valorizzazione della competenza familiare
  • gradimento della scelta del servizio flessibile più rispondente ai bisogni del figlio e della propria condizione familiare
  • possibilità di valutare la qualità del servizio
  • alleanza e partnership con le istituzioni
  • partecipazione attiva, inclusione ed esercizio dei diritti di cittadinanza

Secondo questo schema partecipativo:

schema

E dimostrando quanto questo modello sia fonte di risparmi per i servizi, oltre che per le famiglie.

Infine ha preso la parola Claudio Gilardi, presidente del Comitato Legge 162/98 Piemonte, che ha parlato della promozione dell’attività del Comitato sui diversi territori piemontesi, con l’intento di sviluppare il dialogo con i Servizi Sociali, in termini di cambiamento di paradigma, di lavoro condiviso con gli Enti più vicini alle famiglie e per lo sviluppo dei Progetti personalizzati e coprogettati, verso il modello Sardegna.
Ha anche raccontato della propria esperienza di padre di Stefano che, come persona adulta con disabilità, ha scelto, ormai adulto, di andare a vivere con Marta, con i giusti sostegni all’autonomia e all’indipendenza, come la Convenzione ONU ribadisce essere diritti esercitabili da tutti.
Al termine delle relazioni, è stata data la parola alle famiglie per rispondere ad alcune domande che, in virtù dei temi così condivisibili, sono state molte e interessanti.
L’auspicio della nostra Associazione è che questa sia la prima di altre date per formare noi famiglie alla consapevolezza dell’esercizio dei diritti dei nostri figli con disabilità.

Di seguito rendiamo disponibile a tutti il link per rivedere questa interessante formazione.

Vita indipendente

 

 

ROMA: INBOOK, INSIEME SI LEGGE. Strumenti di comunicazione, inclusione e scolarizzazione

DATA:  6 Febbraio 2020
LUOGO: Hàgape 2000
Via G. Pullino, 71 Roma 
 

Locandina 8 febbraio

Per scaricare il volantino cliccare qui.

Ecco alcuni commenti dei relatori.

“Dopo aver letto il libro con l’aiuto di Eleonora, operatrice dell’associazione, abbiamo parlato un po’ dell’invenzione di Tommaso e poi, quando ho chiesto loro di disegnare qualcosa che potesse rendere la loro vita ancora più bella, quasi tutti hanno disegnato il sole nel cielo e riempito i fogli di splendidi colori.
Ma in effetti se ci pensiamo bene, cosa c’è di più bello dei colori e di un sole che scalda e illumina le nostre giornate?Grazie ragazzi per avermi ricordato che la bellezza è una cosa semplice.”
Rebecca Serchi – illustratrice de L’invenzione che ho inventato

“Per un editore raccontare un inbook vuol dire promuovere un approccio accessibile ed egualitario alla lettura. Ogni nostra presentazione dunque si trasforma in un momento di riflessione e condivisione di buone prassi.
Così è stato l’8 febbraio a Roma dove alla presenza di una platea di insegnanti, operatori e genitori interessati, abbiamo parlato di CAA e del modello inbook insieme a Nataly Vivenzio psicologa UONPIA e referente del CSCA, abbiamo condiviso l’esperienza di Karen Ilardi, insegnante di sostegno presso …., e quella di Greta Barbanti, mamma dell’Associazione Mowat Wilson. Storie Cucite ha portato la bella esperienza di collaborazione con l’Associazione Mowat Wilson per la pubblicazione de L’invenzione che ho inventato – versione inbook e del suo impegno nel portare avanti un progetto in cui crede fermamente.
Un sentito grazie a Francesca De Masi, Eleonora Rovatti di Hàgape 2000 che ci hanno accolte nella loro sede e insieme al Municipio VIII  hanno reso possibile l’incontro. Grazie al pubblico che ha ascoltato, è intervenuto, ha chiesto informazioni e soprattutto ci ha ringraziato per il lavoro che portiamo avanti”.
Luisa Carretti, Resp. Editoriale Storie Cucite

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BRESCIA: INBOOK, INSIEME SI LEGGE, strumenti di comunicazione, inclusione e scolarizzazione

DATA:  12 Ottobre 2019
LUOGO: 
La Libreria dei Ragazzi di Brescia
Via San Bartolomeo,15 Brescia

L'invenzione che ho inventato 12-10-19

I bambini e i ragazzi affetti dalla sindrome di Mowat Wilson hanno, molto spesso, grossi disturbi comunicativi del linguaggio verbale, se non la sua totale assenza.
La mancanza di possibilità di comunicare con gli altri ha gravi ricadute negative nello sviluppo della relazione, del linguaggio, nello sviluppo cognitivo e sociale.
La Comunicazione Aumentativa si pone l’obiettivo di dare strumenti adeguati per poter sviluppare altri sistemi comunicativi, che potenzino tutte le risorse presenti in ogni singolo individuo e di garantire la possibilità di un supporto immediato, concreto e costante nel tempo sulla CAA alle famiglie e alle altre persone che interagiscono con i bambini/ragazzi con sindrome di Mowat Wilson.

L’incontro è rivolto a insegnanti di classe e di sostegno delle scuole di ogni ordine e grado, educatori, insegnanti delle scuole dell’infanzia, dirigenti scolastici, operatori sanitari, genitori.
Per scaricare il volantino cliccare qui.

 

Coro Valsenna 2019

DATA:  23 Dicembre 2019
LUOGO: Chiesa parrocchiale
di Sant’Antonio di Padova Olle di Borgo Valsugana (TR)

Olle 2019

Il coro Valsenna presenta il concerto di Natale.
BUON NATALE a TUTTI ed un grazie ai coristi.
Per scaricare il volantino cliccare qui.

 

DATA: 18 Dicembre 2019
LUOGO: Teatro Matteotti, via G. Matteotti,1  Moncalieri (TO)

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I ragazzi di ARGO propongono il nuovo spettacolo e, come sempre, ci permettono di raccogliere fondi per i nostri progetti.

Siete tutti invitati allo spettacolo “La Pubblicità”.